PRIMUM COGNOSCERE DEINDE PHILOSOPHARE
E' stata questa necessità-bisogno di capire la realtà circostante, unitamente a quella di risolvere i problemi così come essi venivano ponendosi, senza sottovalutare la necessità-bisogno di soddisfare la propria curiosità, così caratteristica dell'uomo di tutte le epoche, che hanno creato quell'attività di pensiero, senza la quale non ci può essere sviluppo, che ha consentito l'accumularsi di una massa enorme di conoscenze che, innalzando costantemente il suo livello di struttura mentale, ha dato all'uomo, nell'epoca moderna, quella onnipotenza che si era attribuita confusamente nella fase pre-logica.
E questa rivendicazione di onnipotenza cosciente avverrà in Inghilterra, a partire dal XVII secolo, ad opera di Francesco Bacone, anche se gli strumenti per ottenerla saranno messi a punto da altri.
La confusione di pensiero tra il mondo interiore ed esteriore era la tappa obbligata per raggiungere l'abilità di dare ordine alla propria esperienza e fare una nuova sintesi che superasse la prima.
Nella fase logica concreta, l'uomo rimane ancora attaccato al mondo della natura. Non più per percepirlo come animato e dotato di intenzionalità, ma per percepirlo come realtà separata dal proprio io, su cui inizia a fare delle riflessioni per trarne tutte quelle conoscenze che gli consentiranno di avanzare ulteriormente a livello di pensiero.
Se nella fase precedente aveva sviluppato il PENSIERO INTUITIVO, in questa egli incomincia a sviluppare quello DEDUTTIVO. Con questo nuovo strumento (capacità INTUITIVA-DEDUTTIVA) interpreta il mondo del reale ed acquisisce il PRINCIPIO DI CAUSALITA’, che prima gli mancava.
Anche la lingua subisce una maggiore specializzazione. Si formano strutture più complesse che lo mettono in grado di esprimere la nuova articolazione di PENSIERO LOGICO-CONCRETO.
La capacità intuitiva-deduttiva è una " costruzione libera o almeno spontanea e diretta dell'intelligenza " (Piaget, 1970: 43), che non richiede alcuna organizzazione.
Essa, tuttavia, era una tappa obbligata per arrivare alla CAPACITA’-ABILITA’ INDUTTIVA, che richiede una organizzazione dei dati della conoscenza per arrivare dal particolare al generale, attraverso l'astrazione.
Ma un'astrazione ancora legata al mondo del reale, quella che Piaget chiama astrazione riflettente. Il pensiero formale, l'astrazione formale, si avrà solo nella fase successiva, quando non si lavorerà più su un dato o una conoscenza che viene dalla realtà, ma su un ipotesi, una congettura, un'intuizione che ci viene dalla massa delle conoscenze che abbiamo acquisito nel corso della storia, pur non essendo legata ad essa direttamente e molto spesso in contrasto con essa.
CONTINUA
giovedì 15 luglio 2010
giovedì 8 luglio 2010
L’INTELLIGENZA:L’ARMA VINCENTE DELL’UOMO (8)
L’UOMO SI REALIZZA NELLA STORIA
Nella storia dell'uomo, il PENSIERO AUTISTICO (Piaget, 1959: 43) delle popolazioni primitive era una condizione necessaria per raggiungere la STRUTTURA MENTALE TRANSDUTTIVA delle prime civiltà storiche, come quest'ultima era indispensabile per raggiungere il LIVELLO OPERATORIO CONCRETO delle CIVILTA’ CLASSICHE e questo, a sua volta, pose le premesse per arrivare al LIVELLO OPERATORIO FORMALE dei nostri giorni.
Ma nessuna popolazione , nessuna civiltà, è stata mai in grado di aggiungere, a livello di filogenesi, più di un livello all'evoluzione della struttura mentale dell'uomo.
Come nessuna popolazione, nessuna civiltà, è stata mai in grado di saltare un livello d’intelligenza. L'esperienza recente ha dimostrato che, quando l'uomo, che è in possesso di una struttura mentale logica formale, come quella dell'uomo contemporaneo, ha tentato di integrare al suo livello le POPOLAZIONI PRE-LOGICHE PRIMITIVE, che ha incontrato sul suo cammino, ne ha fatto dei DISADATTATI e li ha DISTRUTTI PSICOLOGICAMENTE, facendo loro perdere la propria identità.
Lo sviluppo delle strutture mentali, a livello filogenetico, non può essere abbreviato. Esso è strettamente correlato alla massa di informazioni che l'organo cervello deve elaborare, e al suo grado di specializzazione.
Al livello pre-logico, il suo grado di specializzazione è molto basso. La massa di informazioni che deve elaborare è esigua (Lindberg, 1935). nè sarebbe in grado di elaborarne una maggiore.
Per farlo avrebbe bisogno di una maggiore specializzazione, e questa si può raggiungere solo gradatamente attraverso l'elaborazione di nuove e più avanzate conoscenze che derivino dall'esperienza(sua e/o delle generazioni precedenti)- la sola ed unica fonte di acquisizione di conoscenze (Newell-Shaw-Simon, 1958).
E' questa PROGRESSIVA SPECIALIZZAZIONE che condurrà l'uomo all'ultima tappa (finora) del suo sviluppo mentale: quella di PROGRAMMATORE DI CONOSCENZE.
Da qui le QUATTRO EPOCHE PEDAGOGICHE dell'uomo: quella della VERITA’ INTUITA, quella della VERITA’ RIVELATA, quella della VERITA’ SCOPERTA e - ultima tappa al presente - quella della VERITA’ COSTRUITA.
Ma anche all'interno dello stesso livello di struttura mentale non sono possibili salti o abbreviazioni. Le capacità INTUITIVE precedono quelle DEDUTTIVE; queste, a loro volta, precedono quelle INDUTTIVE e, quest'ultime, precedono quelle SPERIMENTALI.
Invertire l'ordine dei fattori, in questo caso, il prodotto cambia. Così come cambia saltandone uno. L'uomo ha iniziato la sua storia (fase sensomotoria) acquisendo la capacità di organizzare le sue sensazioni percettive e coordinare i suoi movimenti(kohler,1957).
L'acquisizione di queste sue abilità fondamentali, che lo hanno fatto staccare per sempre dal ramo delle sue cugine scimmie, lo ha fatto entrare nella seconda fase (quella pre-logica o pre-operativa) del suo sviluppo mentale, in cui egli " attribuisce a se stesso l'onnipotenza " (Freud, 1970: 130).
In questa fase egli sa "Come è fatto il mondo, [lo sa ] al modo stesso in cui [percepisce] sè medesimo " ( Freud, 1970: 134 ): dotato di vita e di intenzionalità.
“Inizialmente è vivente qualsiasi oggetto che abbia un'attività, essendo questa essenzialmente relativa all'utilità dell'uomo... Poi la vita è riservata ai mobili e infine ai corpi che sembrano dotati di moto proprio, come gli astri e i venti.
“Alla vita è ricollegata, d'altra parte, la coscienza, non una coscienza identica a quella dell'uomo, ma il minimum di consapevolezza e intenzionalità necessarie alle cose per compiere le loro azioni e soprattutto per muoversi e dirigersi verso le mete loro assegnate (finalismo)...
“L'animismo e il finalismo esprimono una confusione o mancanza di distinzione tra il mondo interiore e soggettivo e l'universo fisico, e non un prevalere della realtà psichica interna" (Piaget, 1967: 34-35).
CONTINUA
Nella storia dell'uomo, il PENSIERO AUTISTICO (Piaget, 1959: 43) delle popolazioni primitive era una condizione necessaria per raggiungere la STRUTTURA MENTALE TRANSDUTTIVA delle prime civiltà storiche, come quest'ultima era indispensabile per raggiungere il LIVELLO OPERATORIO CONCRETO delle CIVILTA’ CLASSICHE e questo, a sua volta, pose le premesse per arrivare al LIVELLO OPERATORIO FORMALE dei nostri giorni.
Ma nessuna popolazione , nessuna civiltà, è stata mai in grado di aggiungere, a livello di filogenesi, più di un livello all'evoluzione della struttura mentale dell'uomo.
Come nessuna popolazione, nessuna civiltà, è stata mai in grado di saltare un livello d’intelligenza. L'esperienza recente ha dimostrato che, quando l'uomo, che è in possesso di una struttura mentale logica formale, come quella dell'uomo contemporaneo, ha tentato di integrare al suo livello le POPOLAZIONI PRE-LOGICHE PRIMITIVE, che ha incontrato sul suo cammino, ne ha fatto dei DISADATTATI e li ha DISTRUTTI PSICOLOGICAMENTE, facendo loro perdere la propria identità.
Lo sviluppo delle strutture mentali, a livello filogenetico, non può essere abbreviato. Esso è strettamente correlato alla massa di informazioni che l'organo cervello deve elaborare, e al suo grado di specializzazione.
Al livello pre-logico, il suo grado di specializzazione è molto basso. La massa di informazioni che deve elaborare è esigua (Lindberg, 1935). nè sarebbe in grado di elaborarne una maggiore.
Per farlo avrebbe bisogno di una maggiore specializzazione, e questa si può raggiungere solo gradatamente attraverso l'elaborazione di nuove e più avanzate conoscenze che derivino dall'esperienza(sua e/o delle generazioni precedenti)- la sola ed unica fonte di acquisizione di conoscenze (Newell-Shaw-Simon, 1958).
E' questa PROGRESSIVA SPECIALIZZAZIONE che condurrà l'uomo all'ultima tappa (finora) del suo sviluppo mentale: quella di PROGRAMMATORE DI CONOSCENZE.
Da qui le QUATTRO EPOCHE PEDAGOGICHE dell'uomo: quella della VERITA’ INTUITA, quella della VERITA’ RIVELATA, quella della VERITA’ SCOPERTA e - ultima tappa al presente - quella della VERITA’ COSTRUITA.
Ma anche all'interno dello stesso livello di struttura mentale non sono possibili salti o abbreviazioni. Le capacità INTUITIVE precedono quelle DEDUTTIVE; queste, a loro volta, precedono quelle INDUTTIVE e, quest'ultime, precedono quelle SPERIMENTALI.
Invertire l'ordine dei fattori, in questo caso, il prodotto cambia. Così come cambia saltandone uno. L'uomo ha iniziato la sua storia (fase sensomotoria) acquisendo la capacità di organizzare le sue sensazioni percettive e coordinare i suoi movimenti(kohler,1957).
L'acquisizione di queste sue abilità fondamentali, che lo hanno fatto staccare per sempre dal ramo delle sue cugine scimmie, lo ha fatto entrare nella seconda fase (quella pre-logica o pre-operativa) del suo sviluppo mentale, in cui egli " attribuisce a se stesso l'onnipotenza " (Freud, 1970: 130).
In questa fase egli sa "Come è fatto il mondo, [lo sa ] al modo stesso in cui [percepisce] sè medesimo " ( Freud, 1970: 134 ): dotato di vita e di intenzionalità.
“Inizialmente è vivente qualsiasi oggetto che abbia un'attività, essendo questa essenzialmente relativa all'utilità dell'uomo... Poi la vita è riservata ai mobili e infine ai corpi che sembrano dotati di moto proprio, come gli astri e i venti.
“Alla vita è ricollegata, d'altra parte, la coscienza, non una coscienza identica a quella dell'uomo, ma il minimum di consapevolezza e intenzionalità necessarie alle cose per compiere le loro azioni e soprattutto per muoversi e dirigersi verso le mete loro assegnate (finalismo)...
“L'animismo e il finalismo esprimono una confusione o mancanza di distinzione tra il mondo interiore e soggettivo e l'universo fisico, e non un prevalere della realtà psichica interna" (Piaget, 1967: 34-35).
CONTINUA
giovedì 1 luglio 2010
L’INTELLIGENZA:L’ARMA VINCENTE DELL’UOMO (7)
LE CRISI DI CRESCITA
Il processo di sviluppo della struttura mentale, che ho descritto, non è cumulativo. È evolutivo. Esso non si verifica per stadi obbligati attraverso un processo ineluttabile di crescita e trasformazione. Dal più semplice al più complesso. Ma si realizza attraverso una serie di equilibri in sè conchiusi e perfetti, che vengono messi in crisi in successione, e , quindi, superati da una nuova massa di dati (informazioni).
"Questo significa che ogni livello superiore rappresenta qualcosa di nuovo rispetto a quello che lo precede, e non può essere compreso che nei suoi stessi termini.
“Il livello più primitivo non può essere derivato mediante sottrazioni di singole qualità da un livello superiore. Ogni livello, per quanto primitivo possa essere, rappresenta una totalità relativamente conchiusa, autosufficiente.
“Per contro, ogni livello superiore è fondamentalmente un'innovazione e non può essere ottenuto mediante semplice addizione di certe caratteristiche a quelle che contraddistinguono il livello precedente " (Warner, 1970: 20-21).
Nell'individuo le crisi vengono provocate, e risolte, o da un ambiente particolarmente favorevole o dal sistema educativo, o da entrambi.
Ogni crisi è la premessa per raggiungere il livello successivo di struttura mentale , che comprende ed ingloba i livelli precedenti, ma è qualitativamente diverso.
I livelli precedenti sono preparatori dei livelli successivi (Rey, 1930-48, I: VII). Senza i primi non è possibile avere i secondi. "Ogni livello di struttura mentale, integrando quelli precedenti, riesce a liberare, in parte, l'individuo dal suo passato e ad inaugurare nuove attività " (Piaget-Inhelder, 1969: 150).
Ogni individuo può raggiungere, teoricamente, tutti i livelli di struttura mentale che l'uomo ha maturato nella filogenesi fino a quella particolare epoca storica. Teoricamente, perchè abbiamo visto che non tutti gli individui riescono a raggiungere gli stessi livelli.
Alcuni si fermano ai livelli più bassi, altri - pur raggiungendo livelli più elevati - non vi riescono a permanere. Solo una minoranza li raggiunge stabilmente.
E questo dipende da tanti fattori. Dall'ambiente socio-economico-culturale. Dal sistema politico. Dal sistema educativo, e, non ultime, dalle potenzialità neurologiche (Imhelder-Piaget, 1958: 150).
Il livello di struttura mentale dipende dalle abilità acquisite. Ogni livello rappresenta il momento culminante di ciò che si è preparato nei livelli precedenti.
Nei primi livelli si acquisiscono quelle abilità-capacità che rendono possibile una nuova, diversa e più completa organizzazione dei dati della conoscenza.
E questo è stato il processo attraverso il quale si è realizzato lo sviluppo dei livelli di struttura mentale.
CONTINUA
Il processo di sviluppo della struttura mentale, che ho descritto, non è cumulativo. È evolutivo. Esso non si verifica per stadi obbligati attraverso un processo ineluttabile di crescita e trasformazione. Dal più semplice al più complesso. Ma si realizza attraverso una serie di equilibri in sè conchiusi e perfetti, che vengono messi in crisi in successione, e , quindi, superati da una nuova massa di dati (informazioni).
"Questo significa che ogni livello superiore rappresenta qualcosa di nuovo rispetto a quello che lo precede, e non può essere compreso che nei suoi stessi termini.
“Il livello più primitivo non può essere derivato mediante sottrazioni di singole qualità da un livello superiore. Ogni livello, per quanto primitivo possa essere, rappresenta una totalità relativamente conchiusa, autosufficiente.
“Per contro, ogni livello superiore è fondamentalmente un'innovazione e non può essere ottenuto mediante semplice addizione di certe caratteristiche a quelle che contraddistinguono il livello precedente " (Warner, 1970: 20-21).
Nell'individuo le crisi vengono provocate, e risolte, o da un ambiente particolarmente favorevole o dal sistema educativo, o da entrambi.
Ogni crisi è la premessa per raggiungere il livello successivo di struttura mentale , che comprende ed ingloba i livelli precedenti, ma è qualitativamente diverso.
I livelli precedenti sono preparatori dei livelli successivi (Rey, 1930-48, I: VII). Senza i primi non è possibile avere i secondi. "Ogni livello di struttura mentale, integrando quelli precedenti, riesce a liberare, in parte, l'individuo dal suo passato e ad inaugurare nuove attività " (Piaget-Inhelder, 1969: 150).
Ogni individuo può raggiungere, teoricamente, tutti i livelli di struttura mentale che l'uomo ha maturato nella filogenesi fino a quella particolare epoca storica. Teoricamente, perchè abbiamo visto che non tutti gli individui riescono a raggiungere gli stessi livelli.
Alcuni si fermano ai livelli più bassi, altri - pur raggiungendo livelli più elevati - non vi riescono a permanere. Solo una minoranza li raggiunge stabilmente.
E questo dipende da tanti fattori. Dall'ambiente socio-economico-culturale. Dal sistema politico. Dal sistema educativo, e, non ultime, dalle potenzialità neurologiche (Imhelder-Piaget, 1958: 150).
Il livello di struttura mentale dipende dalle abilità acquisite. Ogni livello rappresenta il momento culminante di ciò che si è preparato nei livelli precedenti.
Nei primi livelli si acquisiscono quelle abilità-capacità che rendono possibile una nuova, diversa e più completa organizzazione dei dati della conoscenza.
E questo è stato il processo attraverso il quale si è realizzato lo sviluppo dei livelli di struttura mentale.
CONTINUA
giovedì 24 giugno 2010
L’INTELLIGENZA:L’ARMA VINCENTE DELL’UOMO (6)
LE TRE ETA’ DELL’UOMO
L'individuo, nel suo sviluppo, attraversa tre età fondamentali: quella in cui prevale l’INTELLIGENZA PSICOMOTORIA, quella in cui si afferma la forma di PENSIERO EGOCENTRICA e quella, infine, in cui si forma il PENSIERO RAZIONALE. All'interno di queste troviamo i quattro LIVELLI PSICOLOGICI o di STRUTTURA MENTALE, di cui abbiamo già parlato nel post precedente.
Nel primo di questi livelli, quello SENSOMOTORIO, che va dalla nascita ai diciotto mesi, e che corrisponde alla prima età dell'uomo, dell’uomo che usciva dalla ferinità, si passa dai RIFLESSI SEMPLICI alle SEMPLICI ABITUDINI per arrivare, man mano, a comportamenti più complessi, quali il COORDINAMENTO DELLA PERCEZIONE E DEL MOVIMENTO, l'invenzione del CONCETTO FINE-MEZZO e il concetto della PERMANENZA OGGETTIVA.
Nel secondo, che va DAI DUE AI SEI ANNI e che corrisponde alla SECONDA ETA’ DELL’INDIVIDUO, non si riesce a fare una distinzione tra il PROPRIO IO e la REALTA’ ESTERNA, che viene vista come ANIMATA DI VITA PROPRIA (ANIMISMO) e di una propria finalità (FINALISMO) (Piaget, 1967: 34).
In questo livello si sviluppano l'immaginazione, il linguaggio e le facoltà percettive. La forma di pensiero è egocentrica, irreversibile, e manca del concetto di conservazione.
Il terzo, che va dai sette agli undici anni, supera le limitazioni della stadio precedente. Il pensiero diventa reversibile e ordinato; si sviluppano le capacità logiche concrete e si acquisisce il principio di causalità.
Del quarto, che va dai dodici ai sedici anni , non abbiamo bisogno di aggiungere altro a quanto già detto.
Questi livelli di STRUTTURA MENTALE, o età psicologica, non sono fissi nel tempo. Essi sono quelli che l'individuo ha maturato nell'epoca moderna.
Nelle epoche passate, e fino al XVI secolo, essi erano presenti solo fino al terzo livello, e quindi l'età cronologica corrispondente nell'individuo nei vari livelli era molto più alta di quella citata più sopra.
"Non si dimentichi che quello che per Pitagora e Archimede o per Galileo e Newton era punta avanzata del progresso, col passare dei secoli è divenuto materia d'insegnamento nelle scuole medie, perfino per alunni non particolarmente dotati " (Laeng, 1982: 385).
Solo pochi individui di alcune civiltà, come vedremo, riuscirono a raggiungere il quarto livello, ma non completamente.
La MENTE DELL’UOMO ha bisogno di tempo per svilupparsi. Questo tempo non è elastico, ma rigido. Nell'ONTOGENESI esso non può essere anticipato o posticipato, a meno che non si persegua volutamente questo scopo, falsando un pò quelli che sono i ritmi di crescita naturali.
Ogni età ha il suo sviluppo mentale. Questo sviluppo non è legato esclusivamente a fattori neurologici, ma vi giocano un grande ruolo la trasmissione sociale e l'ambiente.
Se questi due fattori sono idonei, il periodo cronologico di maturazione dei livelli nell'individuo può essere più breve e "niente impedisce che, in un futuro più o meno distante, l'età media [di maturazione dei livelli] subisca un'ulteriore riduzione" ( Inhelder, 1958: 337 ).
Questo è ancora più vero se si tiene conto che le attuali capacità dell'organo cervello (neocorteccia) sono utilizzate solo per il due-tre per cento.
La transizione tra un livello e l'altro "avviene per mezzo di due processi: l'ORGANIZZAZIONE, che integra una struttura psicologica all'altra, e l'ADATTAMENTO, che modifica le strutture psicologiche in risposta all'ambiente...
“L'adattamento comprende l'ASSIMILAZIONE e l' ACCOMODAMENTO, due processi complementari che sono presenti in ogni atto cognitivo. L'individuo assimila ogni nuova esperienza a ciò che già conosce, e, nello stesso tempo, accomoda ciò che conosce a ricevere la nuova esperienza.
" L'assimilazione e l'adattamento sono le stesse in tutte le età... molti cambiamenti della nostra vita cognitiva avvengono lentamente... ed essi avvengono in alcune persone prima che in altre. Ciononostante, raggiungiamo alcune abilità in un tempo più o meno definito (sebbene le abbiamo costruite lentissimamente), e poi rimaniamo fermi in quello stadio finchè non siamo pronti per passare a quello successivo " (Ambron, 1978: 85).
CONTINUA
L'individuo, nel suo sviluppo, attraversa tre età fondamentali: quella in cui prevale l’INTELLIGENZA PSICOMOTORIA, quella in cui si afferma la forma di PENSIERO EGOCENTRICA e quella, infine, in cui si forma il PENSIERO RAZIONALE. All'interno di queste troviamo i quattro LIVELLI PSICOLOGICI o di STRUTTURA MENTALE, di cui abbiamo già parlato nel post precedente.
Nel primo di questi livelli, quello SENSOMOTORIO, che va dalla nascita ai diciotto mesi, e che corrisponde alla prima età dell'uomo, dell’uomo che usciva dalla ferinità, si passa dai RIFLESSI SEMPLICI alle SEMPLICI ABITUDINI per arrivare, man mano, a comportamenti più complessi, quali il COORDINAMENTO DELLA PERCEZIONE E DEL MOVIMENTO, l'invenzione del CONCETTO FINE-MEZZO e il concetto della PERMANENZA OGGETTIVA.
Nel secondo, che va DAI DUE AI SEI ANNI e che corrisponde alla SECONDA ETA’ DELL’INDIVIDUO, non si riesce a fare una distinzione tra il PROPRIO IO e la REALTA’ ESTERNA, che viene vista come ANIMATA DI VITA PROPRIA (ANIMISMO) e di una propria finalità (FINALISMO) (Piaget, 1967: 34).
In questo livello si sviluppano l'immaginazione, il linguaggio e le facoltà percettive. La forma di pensiero è egocentrica, irreversibile, e manca del concetto di conservazione.
Il terzo, che va dai sette agli undici anni, supera le limitazioni della stadio precedente. Il pensiero diventa reversibile e ordinato; si sviluppano le capacità logiche concrete e si acquisisce il principio di causalità.
Del quarto, che va dai dodici ai sedici anni , non abbiamo bisogno di aggiungere altro a quanto già detto.
Questi livelli di STRUTTURA MENTALE, o età psicologica, non sono fissi nel tempo. Essi sono quelli che l'individuo ha maturato nell'epoca moderna.
Nelle epoche passate, e fino al XVI secolo, essi erano presenti solo fino al terzo livello, e quindi l'età cronologica corrispondente nell'individuo nei vari livelli era molto più alta di quella citata più sopra.
"Non si dimentichi che quello che per Pitagora e Archimede o per Galileo e Newton era punta avanzata del progresso, col passare dei secoli è divenuto materia d'insegnamento nelle scuole medie, perfino per alunni non particolarmente dotati " (Laeng, 1982: 385).
Solo pochi individui di alcune civiltà, come vedremo, riuscirono a raggiungere il quarto livello, ma non completamente.
La MENTE DELL’UOMO ha bisogno di tempo per svilupparsi. Questo tempo non è elastico, ma rigido. Nell'ONTOGENESI esso non può essere anticipato o posticipato, a meno che non si persegua volutamente questo scopo, falsando un pò quelli che sono i ritmi di crescita naturali.
Ogni età ha il suo sviluppo mentale. Questo sviluppo non è legato esclusivamente a fattori neurologici, ma vi giocano un grande ruolo la trasmissione sociale e l'ambiente.
Se questi due fattori sono idonei, il periodo cronologico di maturazione dei livelli nell'individuo può essere più breve e "niente impedisce che, in un futuro più o meno distante, l'età media [di maturazione dei livelli] subisca un'ulteriore riduzione" ( Inhelder, 1958: 337 ).
Questo è ancora più vero se si tiene conto che le attuali capacità dell'organo cervello (neocorteccia) sono utilizzate solo per il due-tre per cento.
La transizione tra un livello e l'altro "avviene per mezzo di due processi: l'ORGANIZZAZIONE, che integra una struttura psicologica all'altra, e l'ADATTAMENTO, che modifica le strutture psicologiche in risposta all'ambiente...
“L'adattamento comprende l'ASSIMILAZIONE e l' ACCOMODAMENTO, due processi complementari che sono presenti in ogni atto cognitivo. L'individuo assimila ogni nuova esperienza a ciò che già conosce, e, nello stesso tempo, accomoda ciò che conosce a ricevere la nuova esperienza.
" L'assimilazione e l'adattamento sono le stesse in tutte le età... molti cambiamenti della nostra vita cognitiva avvengono lentamente... ed essi avvengono in alcune persone prima che in altre. Ciononostante, raggiungiamo alcune abilità in un tempo più o meno definito (sebbene le abbiamo costruite lentissimamente), e poi rimaniamo fermi in quello stadio finchè non siamo pronti per passare a quello successivo " (Ambron, 1978: 85).
CONTINUA
giovedì 17 giugno 2010
L’INTELLIGENZA:L’ARMA VINCENTE DELL’UOMO (5)
I LIVELLI EVOLUTIVI DELL’UOMO
L'individuo, da quando viene al mondo e fino al raggiungimento della maturità, attraversa quattro livelli evolutivi o psicologici.
In ogni livello matura una STRUTTURA MENTALE legata ad una precisa forma di pensiero:FIGURATIVO o OPERATIVO. Il PENSIERO FIGURATIVO è PERCETTIVO, IMITATIVO, FANTASTICO. Esso COMPRENDE LA REALTA’ NELLA SUA STATICITA’: l'ESSERE DELLE COSE.
Il PENSIERO OPERATIVO. Che può essere CONCRETO O ASTRATTO, non si ferma alle cose così come sono percepite e vissute, ma la conoscenza delle cose è presa come punto di partenze per operare delle TRASFORMAZIONI su di esse.
E' concreto quando esso rimane LEGATO ALL’ESPERIENZA. E' astratto quando esso TRASCENDE il dato dell'esperienza materiale. E l'ASTRAZIONE, a sua volta, SI REALIZZA IN DUE MODI DIFFERENTI. Nel primo modo si astrae dalla realtà quale essa è o si presenta ed è quindi collegata direttamente con l'esperienza.
A questo tipo di astrazione sono collegate le conoscenze empiriche (es., il bambino che ha due pesi in mano astrae che hanno pesi differenti, ecc.).
Nel secondo caso non si astrae direttamente dalla realtà, ma dalle operazioni compiute su di essa (es., se prendo dieci sassolini e li metto in un certo ordine ottengo dieci, ma comunque cambio l'ordine ottengo sempre dieci; quindi, compiendo queste varie operazioni sulla realtà - i sassolini - ho ottenuto una conoscenza che non è necessariamente legata ad essa, ma è legata alle operazioni che ho fatto su di essa. In questo caso ho scoperto la PROPRIETA’ COMMUTATIVA. Questa è un'operazione intellettuale che solo il soggetto poteva operare, anche se essa è insita nella realtà).
Piaget chiama astrazione semplice il primo tipo di astrazione e astrazione riflettente il secondo. A questa ultima definizione, tuttavia, Piaget attribuisce un doppio significato.
Nel primo significato, che va attribuito "al passaggio da un livello evolutivo inferiore, dove la riflessione cosciente è assente o minima, a un livello superiore " (Inhelder, 1982: 414), l'astrazione avviene operando sui dati reali della propria esperienza concreta(vedi il caso dei sassolini). In questo significato, l’ASTRAZIONE viene definita propriamente RIFLETTENTE.
Nel secondo significato, l’individuo è in grado di coordinare ed organizzare le azioni con quelle che già possiede (Inhelder, 1982: 414). Quando l’individuo ha maturato questa capacità, ha raggiunto il PENSIERO FORMALE, che è il più avanzato che l'uomo abbia mai raggiunto.
La realtà viene completamente trascesa per avanzare ipotesi, costruire modelli, stabilire teorie, ecc., anche in contrasto con i dati della propria esperienza.
" E' chiaro che i processi mentali che entrano in azione nelle operazioni formali sono alquanto complessi e astratti... Essi sono, in effetti, alla base del pensiero scientifico (Flavell, 1963).
Solo un quarto degli adolescenti e un terzo degli adulti sono in grado di raggiungere il LIVELLO DELLE OPERAZIONI FORMALI(Kuhn, Hanger, Kohlberg e Hoan, 1977) .
Ci sono degli individui che sono incapaci di raggiungere il livello delle ASTRAZIONI FORMALI, anche se alcuni possono raggiungere questo livello in modi più appropriati alle loro attitudini, come, per esempio, nel campo delle specializzazioni professionali (Piaget).
Il livello delle OPERAZIONI FORMALI non è universalmente raggiunto da tutti gli individui. E chi lo raggiunge non ha la certezza di averlo raggiunto in via definitiva e conservarlo (Neimark, 1975).
In altre parole, può accadere che un adolescente, che ha raggiunto il livello delle operazioni formali quando frequentava le lezioni di fisica e chimica ad alto livello, può, dopo pochi anni, dimenticare il processo logico di approccio che egli usava e, perciò, trovarsi in difficoltà quando deve risolvere un problema quotidiano che richiede una attenta e meditata analisi logica (Watron-Lindgen,1979: 128).
CONTINUA
L'individuo, da quando viene al mondo e fino al raggiungimento della maturità, attraversa quattro livelli evolutivi o psicologici.
In ogni livello matura una STRUTTURA MENTALE legata ad una precisa forma di pensiero:FIGURATIVO o OPERATIVO. Il PENSIERO FIGURATIVO è PERCETTIVO, IMITATIVO, FANTASTICO. Esso COMPRENDE LA REALTA’ NELLA SUA STATICITA’: l'ESSERE DELLE COSE.
Il PENSIERO OPERATIVO. Che può essere CONCRETO O ASTRATTO, non si ferma alle cose così come sono percepite e vissute, ma la conoscenza delle cose è presa come punto di partenze per operare delle TRASFORMAZIONI su di esse.
E' concreto quando esso rimane LEGATO ALL’ESPERIENZA. E' astratto quando esso TRASCENDE il dato dell'esperienza materiale. E l'ASTRAZIONE, a sua volta, SI REALIZZA IN DUE MODI DIFFERENTI. Nel primo modo si astrae dalla realtà quale essa è o si presenta ed è quindi collegata direttamente con l'esperienza.
A questo tipo di astrazione sono collegate le conoscenze empiriche (es., il bambino che ha due pesi in mano astrae che hanno pesi differenti, ecc.).
Nel secondo caso non si astrae direttamente dalla realtà, ma dalle operazioni compiute su di essa (es., se prendo dieci sassolini e li metto in un certo ordine ottengo dieci, ma comunque cambio l'ordine ottengo sempre dieci; quindi, compiendo queste varie operazioni sulla realtà - i sassolini - ho ottenuto una conoscenza che non è necessariamente legata ad essa, ma è legata alle operazioni che ho fatto su di essa. In questo caso ho scoperto la PROPRIETA’ COMMUTATIVA. Questa è un'operazione intellettuale che solo il soggetto poteva operare, anche se essa è insita nella realtà).
Piaget chiama astrazione semplice il primo tipo di astrazione e astrazione riflettente il secondo. A questa ultima definizione, tuttavia, Piaget attribuisce un doppio significato.
Nel primo significato, che va attribuito "al passaggio da un livello evolutivo inferiore, dove la riflessione cosciente è assente o minima, a un livello superiore " (Inhelder, 1982: 414), l'astrazione avviene operando sui dati reali della propria esperienza concreta(vedi il caso dei sassolini). In questo significato, l’ASTRAZIONE viene definita propriamente RIFLETTENTE.
Nel secondo significato, l’individuo è in grado di coordinare ed organizzare le azioni con quelle che già possiede (Inhelder, 1982: 414). Quando l’individuo ha maturato questa capacità, ha raggiunto il PENSIERO FORMALE, che è il più avanzato che l'uomo abbia mai raggiunto.
La realtà viene completamente trascesa per avanzare ipotesi, costruire modelli, stabilire teorie, ecc., anche in contrasto con i dati della propria esperienza.
" E' chiaro che i processi mentali che entrano in azione nelle operazioni formali sono alquanto complessi e astratti... Essi sono, in effetti, alla base del pensiero scientifico (Flavell, 1963).
Solo un quarto degli adolescenti e un terzo degli adulti sono in grado di raggiungere il LIVELLO DELLE OPERAZIONI FORMALI(Kuhn, Hanger, Kohlberg e Hoan, 1977) .
Ci sono degli individui che sono incapaci di raggiungere il livello delle ASTRAZIONI FORMALI, anche se alcuni possono raggiungere questo livello in modi più appropriati alle loro attitudini, come, per esempio, nel campo delle specializzazioni professionali (Piaget).
Il livello delle OPERAZIONI FORMALI non è universalmente raggiunto da tutti gli individui. E chi lo raggiunge non ha la certezza di averlo raggiunto in via definitiva e conservarlo (Neimark, 1975).
In altre parole, può accadere che un adolescente, che ha raggiunto il livello delle operazioni formali quando frequentava le lezioni di fisica e chimica ad alto livello, può, dopo pochi anni, dimenticare il processo logico di approccio che egli usava e, perciò, trovarsi in difficoltà quando deve risolvere un problema quotidiano che richiede una attenta e meditata analisi logica (Watron-Lindgen,1979: 128).
CONTINUA
giovedì 10 giugno 2010
L’INTELLIGENZA:L’ARMA VINCENTE DELL’UOMO (4)
LA STRUTTURA MENTALE DELL’UOMO
La storia ci dice che l'uomo è passato attraverso un'evoluzione di pensiero che lo ha portato da un grado di conoscenza del tutto inesistente (primi uomini) ad uno di grande rilievo (uomo moderno).
La storia ci dice ancora che questa evoluzione è avvenuta in milioni di anni: dall'uomo che incominciò a levigare la prima pietra all'uomo che muove alla conquista dello spazio nell'era dell'intelligenza artificiale.
Questa evoluzione all'inizio fu lentissima, quasi impercettibile. Per milioni di anni, pur avendo un cervello biologicamente identico a quello di oggi, l'uomo continuò a servirsi quasi esclusivamente del PALEOCERVELLO e di quello sovrapposto dei primi mammiferi.
La sua vita era fatta di ISTINTI, di PAURE e di SENTIMENTI allo stato primordiale. La NEOCORTECCIA, che doveva rivelarsi, poi, come la SEDE DI TUTTO L’UNIVERSO DELLE COSE UMANE, era lì pronta per essere utilizzata, ma non lo era.
Solo lentamente l'uomo ha imparato ad acquisire le sue conoscenze, ad organizzarle, a razionalizzarle e crescere, per ciò stesso, nella sua struttura mentale. Questa crescita, per quel che ne sappiamo, si è accelerata negli ultimi seimila anni, da quando è comparso quello che chiamiamo l'UOMO CIVILE, l'UOMO DELLA STORIA, il fondatore delle prime grandi civiltà.
"Se è vero che l'individuo ancora ricapitola in miniatura la storia della razza" (Cornford, 1932), attraverso quale processo è avvenuta questa crescita(FILOGENESI)?
Il meccanismo fondamentale è stato il seguente: una massa di informazioni, conoscenze e rappresentazioni, organizzate attorno ad una struttura mentale, crea una situazione di equilibrio.
Ma ogni equilibrio è instabile. Una nuova massa di informazioni, conoscenze e rappresentazioni, che non è assimilabile dalla struttura mentale esistente, lo mette in crisi e provoca la formazione di un nuovo equilibrio e quindi di una nuova struttura mentale, di una NUOVA INTELLIGENZA.
Questo processo può teoricamente continuare all'infinito. Ma nell'uomo, come si è storicamente determinato, ha prodotto finora quattro tipi di intelligenze (sensomotoria, pre operativa, operativa concreta, operativa formale).
Ma lasciamo la parola alla EPISTEMOLOGIA GENETICA, che si è assunta il compito dichiarato di studiare "la formazione e il significato della conoscenza [e di vedere] per quali vie e quali mezzi la mente umana passa da un livello di conoscenze inferiore ad uno più avanzato...
“di spiegare come avviene la trasmissione tra un livello di conoscenza inferiore a uno che è generalmente giudicato essere più avanzato... Questi passaggi sono di natura storica e psicologica e, qualche volta, persino di natura biologica" (Piaget, 1970: 12-13).
Questo studio, tuttavia, diventa possibile solo se si parte "dall'ipotesi fondamentale... che c'è un parallelismo tra l'organizzazione logica e razionale [dei dati] della conoscenza e i corrispondenti processi psicologici formativi [dell'uomo]...
“Naturalmente il campo di studio più fruttuoso e più ovvio sarebbe la ricostruzione della storia umana - la storia del pensiero umano nell'uomo preistorico. Sfortunatamente, non siamo sufficientemente informati sulla psicologia dell'uomo di Neandertal o sulla psicologia dell'Homo siniensis di Teilhard de Chardin.
“Poichè questo campo della BIOGENETICA ci è precluso, faremo come fanno i biologi e ci rivolgeremo all' ONTOGENESI. Niente potrebbe essere più accessibile dell'ontogenesi per lo studio di queste nozioni.
“Ci sono bambini attorno a noi. Ed è con i bambini che avremo la migliore possibilità di studiare lo sviluppo del pensiero logico, del pensiero matematico, del pensiero legato al mondo fisico e così via " (Piaget, 1970),
CONTINUA
La storia ci dice che l'uomo è passato attraverso un'evoluzione di pensiero che lo ha portato da un grado di conoscenza del tutto inesistente (primi uomini) ad uno di grande rilievo (uomo moderno).
La storia ci dice ancora che questa evoluzione è avvenuta in milioni di anni: dall'uomo che incominciò a levigare la prima pietra all'uomo che muove alla conquista dello spazio nell'era dell'intelligenza artificiale.
Questa evoluzione all'inizio fu lentissima, quasi impercettibile. Per milioni di anni, pur avendo un cervello biologicamente identico a quello di oggi, l'uomo continuò a servirsi quasi esclusivamente del PALEOCERVELLO e di quello sovrapposto dei primi mammiferi.
La sua vita era fatta di ISTINTI, di PAURE e di SENTIMENTI allo stato primordiale. La NEOCORTECCIA, che doveva rivelarsi, poi, come la SEDE DI TUTTO L’UNIVERSO DELLE COSE UMANE, era lì pronta per essere utilizzata, ma non lo era.
Solo lentamente l'uomo ha imparato ad acquisire le sue conoscenze, ad organizzarle, a razionalizzarle e crescere, per ciò stesso, nella sua struttura mentale. Questa crescita, per quel che ne sappiamo, si è accelerata negli ultimi seimila anni, da quando è comparso quello che chiamiamo l'UOMO CIVILE, l'UOMO DELLA STORIA, il fondatore delle prime grandi civiltà.
"Se è vero che l'individuo ancora ricapitola in miniatura la storia della razza" (Cornford, 1932), attraverso quale processo è avvenuta questa crescita(FILOGENESI)?
Il meccanismo fondamentale è stato il seguente: una massa di informazioni, conoscenze e rappresentazioni, organizzate attorno ad una struttura mentale, crea una situazione di equilibrio.
Ma ogni equilibrio è instabile. Una nuova massa di informazioni, conoscenze e rappresentazioni, che non è assimilabile dalla struttura mentale esistente, lo mette in crisi e provoca la formazione di un nuovo equilibrio e quindi di una nuova struttura mentale, di una NUOVA INTELLIGENZA.
Questo processo può teoricamente continuare all'infinito. Ma nell'uomo, come si è storicamente determinato, ha prodotto finora quattro tipi di intelligenze (sensomotoria, pre operativa, operativa concreta, operativa formale).
Ma lasciamo la parola alla EPISTEMOLOGIA GENETICA, che si è assunta il compito dichiarato di studiare "la formazione e il significato della conoscenza [e di vedere] per quali vie e quali mezzi la mente umana passa da un livello di conoscenze inferiore ad uno più avanzato...
“di spiegare come avviene la trasmissione tra un livello di conoscenza inferiore a uno che è generalmente giudicato essere più avanzato... Questi passaggi sono di natura storica e psicologica e, qualche volta, persino di natura biologica" (Piaget, 1970: 12-13).
Questo studio, tuttavia, diventa possibile solo se si parte "dall'ipotesi fondamentale... che c'è un parallelismo tra l'organizzazione logica e razionale [dei dati] della conoscenza e i corrispondenti processi psicologici formativi [dell'uomo]...
“Naturalmente il campo di studio più fruttuoso e più ovvio sarebbe la ricostruzione della storia umana - la storia del pensiero umano nell'uomo preistorico. Sfortunatamente, non siamo sufficientemente informati sulla psicologia dell'uomo di Neandertal o sulla psicologia dell'Homo siniensis di Teilhard de Chardin.
“Poichè questo campo della BIOGENETICA ci è precluso, faremo come fanno i biologi e ci rivolgeremo all' ONTOGENESI. Niente potrebbe essere più accessibile dell'ontogenesi per lo studio di queste nozioni.
“Ci sono bambini attorno a noi. Ed è con i bambini che avremo la migliore possibilità di studiare lo sviluppo del pensiero logico, del pensiero matematico, del pensiero legato al mondo fisico e così via " (Piaget, 1970),
CONTINUA
giovedì 3 giugno 2010
L’INTELLIGENZA:L’ARMA VINCENTE DELL’UOMO (3)
L’UOMO COSTRUTTORE DELLA SUA MENTE
L'uomo primitivo e l'uomo moderno hanno avuto ANATOMICAMENTE e BIOLOGICAMENTE le stesse potenzialità. Solo che l'uomo primitivo non poteva sfruttare queste potenzialità perchè il suo cervello era ancora allo stato grezzo. Era una lavagna dove non c’era scritto nulla perchè non aveva ancora acquisito esperienze-conoscenze.
Il Cervello, per acquisire la sua SPECIALIZZAZIONE, e diventare MENTE, ha seguito questo processo: un lunghissimo periodo storico di ACCUMULAZIONE e di CODIFICAZIONE delle CONOSCENZE acquisite attraverso le esperienze quotidiane (scheggiare-levigare la pietra, accendere il fuoco, ecc.); poi ha imparato ad ORGANIZZARE E TRASFORMARE queste conoscenze.
Infine, attraverso la TRASMISSIONE ORGANIZZATA, ha imparato ad UTILIZZARE QUESTO SUO “SAPERE”. Solo quando è arrivato a questo punto (epoca moderna) ha incominciato a PRODURRE CONOSCENZE A GETTO CONTINUO con l’ausilio del METODO SCIENTIFICO.
"la trasmissione organizzata è incominciata con l' istituzionalizzazione del progresso scientifico.“L'accumulazione delle conoscenze, specialmente della conoscenza scientifica, è praticamente senza limiti.
“Ma questo processo di accumulazione è una condizione necessaria, ma non sufficiente, per la possibile continuazione dell'EVOLUZIONE BIOLOGICA. Però è certamente una condizione “sine qua non” per l'ULTERIORE SVILUPPO DELL’INTELLIGENZA" (Leinfellner, 1983: 166).
I neurologi hanno stimato che, nella fase attuale, l'uomo usi solo il due o tre per cento delle potenzialità dei NEUROTRASMETTITORI interni del cervello (Koesler, 1959: 514). E questo è molto importante ai fini dello sviluppo della sua intelligenza futura.
Ma come è avvenuto questo processo? Noi sappiamo che, biologicamente, l'uomo è rimasto immutato da almeno diecimila anni. Sappiamo anche qual è stata la sua evoluzione.
Dalla primordiale forma di pesce che vive nelle acque tiepide e salmastre di un mare primordiale (Tetide), alla forma di un anfibio, per passare poi a quella di rettile, per raggiungere, infine, quella di mammifero.
La storia di questa evoluzione (FILOGENESI) è inscritta dentro ognuno di noi esattamente così come si è svolta. Essa si ripete ogni qual volta un ovulo viene fecondato.
Nella vita del feto si riproducono (ONTOGENESI), secondo la "LEGGE DI RICAPITOLAZIONE" di Hackel,le tappe dell'evoluzione dell’uomo. C'è uno stadio nello sviluppo del feto in cui si somiglia ad un pesce (che vive nello stesso ambiente tiepido e salmastro del mare primordiale), poi ad un anfibio e, infine, a un mammifero.
Così, nell'ONTOGENESI, si ripercorre, in nove mesi, il cammino che nella FILOGENESI ha richiesto milioni di anni. Ricerche più recenti hanno dimostrato che l'ontogenesi dell'uomo si può scrivere anche per altre strade: quella del DNA o acido desossiribonucleico.
I genetisti hanno dimostrato, attraverso l'esame del DNA, che l'uomo differisce dalle SCIMMIE ANTROPOIDI, dal punto di vista genetico, soltanto dell'un per cento.
Questo significa che l'uomo, con quell'un per cento, ha saputo costruire la sua EVOLUZIONE MENTALE E CULTURALE..
L'EVOLUZIONE BIOLOGICA è il prodotto del caso e della necessità (Jacob, 1971) ed appartiene al regno della BIOGENETICA. L’ EVOLUZIONE MENTALE è, invece, il PRODOTTO, via via sempre più cosciente, dell'UOMO ed appartiene alla PSICOLOGIA GENETICA e alla EPISTEMOLOGIA GENETICA.
Questo "processo di SVILUPPO MENTALE... sembra svolgersi, con un notevole parallelismo, sul piano della STORIA DELLA CULTURA e su quello della STORIA DELL’INDIVIDUO" (Petter, 1971).
CONTINUA
L'uomo primitivo e l'uomo moderno hanno avuto ANATOMICAMENTE e BIOLOGICAMENTE le stesse potenzialità. Solo che l'uomo primitivo non poteva sfruttare queste potenzialità perchè il suo cervello era ancora allo stato grezzo. Era una lavagna dove non c’era scritto nulla perchè non aveva ancora acquisito esperienze-conoscenze.
Il Cervello, per acquisire la sua SPECIALIZZAZIONE, e diventare MENTE, ha seguito questo processo: un lunghissimo periodo storico di ACCUMULAZIONE e di CODIFICAZIONE delle CONOSCENZE acquisite attraverso le esperienze quotidiane (scheggiare-levigare la pietra, accendere il fuoco, ecc.); poi ha imparato ad ORGANIZZARE E TRASFORMARE queste conoscenze.
Infine, attraverso la TRASMISSIONE ORGANIZZATA, ha imparato ad UTILIZZARE QUESTO SUO “SAPERE”. Solo quando è arrivato a questo punto (epoca moderna) ha incominciato a PRODURRE CONOSCENZE A GETTO CONTINUO con l’ausilio del METODO SCIENTIFICO.
"la trasmissione organizzata è incominciata con l' istituzionalizzazione del progresso scientifico.“L'accumulazione delle conoscenze, specialmente della conoscenza scientifica, è praticamente senza limiti.
“Ma questo processo di accumulazione è una condizione necessaria, ma non sufficiente, per la possibile continuazione dell'EVOLUZIONE BIOLOGICA. Però è certamente una condizione “sine qua non” per l'ULTERIORE SVILUPPO DELL’INTELLIGENZA" (Leinfellner, 1983: 166).
I neurologi hanno stimato che, nella fase attuale, l'uomo usi solo il due o tre per cento delle potenzialità dei NEUROTRASMETTITORI interni del cervello (Koesler, 1959: 514). E questo è molto importante ai fini dello sviluppo della sua intelligenza futura.
Ma come è avvenuto questo processo? Noi sappiamo che, biologicamente, l'uomo è rimasto immutato da almeno diecimila anni. Sappiamo anche qual è stata la sua evoluzione.
Dalla primordiale forma di pesce che vive nelle acque tiepide e salmastre di un mare primordiale (Tetide), alla forma di un anfibio, per passare poi a quella di rettile, per raggiungere, infine, quella di mammifero.
La storia di questa evoluzione (FILOGENESI) è inscritta dentro ognuno di noi esattamente così come si è svolta. Essa si ripete ogni qual volta un ovulo viene fecondato.
Nella vita del feto si riproducono (ONTOGENESI), secondo la "LEGGE DI RICAPITOLAZIONE" di Hackel,le tappe dell'evoluzione dell’uomo. C'è uno stadio nello sviluppo del feto in cui si somiglia ad un pesce (che vive nello stesso ambiente tiepido e salmastro del mare primordiale), poi ad un anfibio e, infine, a un mammifero.
Così, nell'ONTOGENESI, si ripercorre, in nove mesi, il cammino che nella FILOGENESI ha richiesto milioni di anni. Ricerche più recenti hanno dimostrato che l'ontogenesi dell'uomo si può scrivere anche per altre strade: quella del DNA o acido desossiribonucleico.
I genetisti hanno dimostrato, attraverso l'esame del DNA, che l'uomo differisce dalle SCIMMIE ANTROPOIDI, dal punto di vista genetico, soltanto dell'un per cento.
Questo significa che l'uomo, con quell'un per cento, ha saputo costruire la sua EVOLUZIONE MENTALE E CULTURALE..
L'EVOLUZIONE BIOLOGICA è il prodotto del caso e della necessità (Jacob, 1971) ed appartiene al regno della BIOGENETICA. L’ EVOLUZIONE MENTALE è, invece, il PRODOTTO, via via sempre più cosciente, dell'UOMO ed appartiene alla PSICOLOGIA GENETICA e alla EPISTEMOLOGIA GENETICA.
Questo "processo di SVILUPPO MENTALE... sembra svolgersi, con un notevole parallelismo, sul piano della STORIA DELLA CULTURA e su quello della STORIA DELL’INDIVIDUO" (Petter, 1971).
CONTINUA
Iscriviti a:
Post (Atom)